Progetto A.R.A. Il lungo percorso dei richiedenti asilo ed il turn over Print
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Gli otto ragazzi del gruppo iniziale di richiedenti asilo affidati dalla Prefettura a Fondazione Museke nel settembre 2014, sono stati accompagnati dinnanzi alla Commissione Territoriale ed ognuno di loro ne ha ricevuto l’esito.
Ousman, David, Kolly, Emmanuel, Augustine e Omar sono usciti da “Casa Museke”: chi è entrato nel circuito SPRAR (Sistema di Protezione Richiedenti Asilo e Rifugiati) perché beneficiario di protezione internazionale, chi si è allontanato volontariamente per raggiungere amici e realizzare un diverso percorso di vita. Solo Karim e Santus del gruppo iniziale sono ancora ospiti della nostra struttura a Castenedolo e sono attualmente in fase di ricorso, a seguito di un iniziale diniego di qualsiasi istituto di protezione internazionale.

Si riassume con questi dati l’esperienza dei primi otto ospiti:
- un asilo politico
- una protezione sussidiaria
- due protezioni umanitarie
- quattro dinieghi.

Può essere utile ricordare cosa significhino nello specifico.
Con il riconoscimento dello status di rifugiato, si ottiene un permesso di soggiorno di 5 anni (rinnovabile) ed un documento di viaggio.
Con la protezione sussidiaria, si ottiene un permesso di soggiorno di 5 anni (rinnovabile solo a seguito di una nuova valutazione) ed un titolo di viaggio.
Con i suddetti riconoscimenti si ha diritto di: accesso al lavoro; ricongiungimento familiare; assistenza sanitaria; documento o titolo di viaggio; istruzione pubblica; libero movimento all'interno dell'Unione Europea per un periodo 
massimo di 3 mesi; ottenere la cittadinanza italiana dopo 5 o 10 anni (a seconda dello status riconosciuto) di residenza continuativa in Italia; beneficiare dell'assistenza sociale, inclusa la possibilità di accesso agli alloggi pubblici; conseguire la patente di guida; per chi ha ottenuto lo status di rifugiato è possibile anche chiedere l'estensione dello status
di rifugiato ai figli minori e sposarsi in Italia chiedendo il nullaosta all'UNHCR.
In caso di protezione umanitaria, si ottiene un permesso di soggiorno con validità massima di due anni (rinnovabile solo a seguito di una nuova valutazione). Tale documento dà diritto di accesso al lavoro, alla cittadinanza italiana dopo dieci anni di residenza in Italia, all’assistenza sanitaria, al rilascio del titolo di viaggio per stranieri.
Per chi riceve un diniego come esito della Commissione Territoriale, l’unica possibilità per rimanere legalmente sul territorio italiano è intraprendere l’iter del ricorso in Tribunale. Se anche questo avesse esito negativo, il richiedente è obbligato a lasciare la struttura di accoglienza.
A reintegrare i sei ragazzi usciti da “Casa Museke” del progetto A.R.A. sono arrivati Mahamed e Ismail dalla Somalia; Tamba, Hassan e Amadou dal Senegal e Ahmed dal Bangladesh.